Martedì 25 marzo alle 16.30 ai Martedì Letterari Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, presenterà il suo ultimo saggio: Le sanguisughe di Giulietta (Solferino).
Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.
Cosa ci insegna la storia di Giulietta, la figlia di Manzoni curata con le sanguisughe? E quella del macellaio che operò la regina Vittoria per un ascesso all’ascella? È ancora valido il paradosso di Veronesi? E perché Steve Jobs ha aspettato ad operarsi dopo aver scoperto per caso di avere un tumore? Sono solo alcune delle storie ordinarie e straordinarie raccontate in questo libro per spiegare la complessità del progresso in medicina, i giganteschi passi avanti nella scienza ma anche i drammatici passi indietro nella vita reale di medici, infermieri, esami e farmaci.
È la contraddizione del mondo in cui viviamo dove si fanno trapianti impensabili fino a poco tempo fa ma è sempre meglio non ammalarsi a Natale, o di lunedì. Dove lo studio del DNA schiude infinite possibilità ma non si fanno dormire a sufficienza i pazienti. Dove il tempo medio dedicato da un dottore al suo ammalato è di soli otto minuti e la vita umana vale meno di quella di un’automobile.
Giuseppe Remuzzi è dal 2018 direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Laureato in Medicina e specializzato in Ematologia e Nefrologia, è diventato primario nel 1999. È professore Ordinario «per chiara fama» dell’Università Statale di Milano, collabora come docente di Nefrologia con diverse università italiane e scrive per il Corriere della Sera. Con Solferino ha pubblicato Le impronte del signor Neanderthal (prima edizione 2021) e Le monetine di Roosevelt (2022).