Travelogue: storie di viaggi, migrazioni e diaspore, mostra

© Carlotta Coppo
Mudec - Museo delle Culture Cerca sulla mappa
DA Giovedì20Marzo2025
A Domenica21Settembre2025

Dal 20 marzo al 21 settembre 2025 è aperta al pubblico presso il Mudec - Museo delle Culture di Milano (via Tortona 56) la mostra Travelogue: storie di viaggi, migrazioni e diaspore, a cura di Katya Inozemtseva e Sara
Rizzo. Anticipata da dalla monumentale installazione di Adrian Paci Il vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo allestita nell’Agorà del Mudec e inserita nel palinsesto che celebra i primi dieci anni di vita del Museo delle Culture di Milano, l'esposizione parla del viaggio delle persone e degli oggetti, toccando la questione cruciale delle migrazioni e delle diaspore, raccontando anche la genesi delle collezioni del museo, una raccolta di manufatti portati da diverse parti del mondo da cittadine e cittadini, uomini d'affari, viaggiatori e ricercatori.

Travelogue si sviluppa nelle Sale Focus al primo piano del museo e prosegue anche nelle vetrine ricurve dell’Agorà, con due sezioni speciali. La narrazione parte simbolicamente dal 1869 (inaugurazione del Canale di Suez) e apre una nuova prospettiva sul tema del viaggio. Riscoprendo alcuni contesti, come la materialità dei viaggi (mezzi di trasporto, oggetti, valigie), è possibile arrivare a una diversa comprensione della politica e dell'economia del turismo/viaggio. Il percorso espositivo si chiude con la questione cruciale delle migrazioni e delle diaspore.

Apre la mostra Travelogue una sezione introduttiva dedicata al viaggio mitico, presente nelle culture del mondo fin dall’antichità. Da Caronte, a Dante, a Naylamp, il mitico fondatore della civiltà Sicán, la sezione affronta la dimensione privilegiata dell’andare, fisico e letterario, una componente essenziale del mito e della sua narrazione. Per raccontare il viaggio come fenomeno frutto di adattamento o necessità, la seconda sezione è dedicata alla transumanza e al nomadismo attraverso tre diversi focus: il semi-nomadismo degli arcipelaghi verticali nelle Ande; i popoli nomadi dell’Asia, in particolare attorno al Mar Caspio; le culture del deserto in Nord Africa, dove il rifiuto di assimilazione alla cultura dominante è anche una forma di resistenza al colonialismo.

Non mancano riflessioni anche sul viaggio metaforico nella terza sezione, sul viaggio della mente: gli oggetti esposti introducono agli stati di meditazione, alterazione, sogno legati sia alla preghiera, grazie ai thangka del buddhismo tibetano, sia all’assunzione di sostanze psicotrope, con riferimenti a riti sciamanici sudamericani connessi a fenomeni di allucinazione in cui i sensi sono potenziati ed è possibile sentire «il respiro della natura». Un altro tipo di viaggio immaginato, metaforico e intellettuale è quello esemplificato da alcuni bronzi orientali del Mudec, appartenenti alla Collezione di Carlo Puini, celebre sinologo vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento che, pur annoverato fra i massimi esperti italiani in materia dell’epoca, non si recò mai in Cina. La mostra fa in parte «rivivere» la sua collezione come era allestita all’interno della sua abitazione fiorentina.

La quinta sezione della mostra è dedicata agli oggetti che viaggiano (ouvenir) distinguendo gli oggetti nati in origine per il mercato interno (acquistati perché portatili), da quelli prodotti in loco pensando già al mercato turistico. La sezione espone inoltre sculture in miniatura, falsi, repliche, chiudendo con un focus sulla collezione di oggetti amazzonici in piume di Aldo Lo Curto, frutto dei suoi viaggi umanitari come medico. La successiva sezione restituisce un altro racconto del viaggio, quello che i viaggiatori costruiscono per sé stessi come auto-narrazione e che rimanda al titolo alla mostra: qui vedere esposti diari di viaggio, album fotografici, quaderni di schizzi, mappe e piccoli oggetti che, in un arco cronologico compreso tra la fine dell’Ottocento e tutto il
Novecento, restituiscono la personale interpretazione di quell’esperienza da parte di viaggiatori sia di epoca moderna (come Giovanni Botero e Filippo Pigafetta), sia successivi, come Achille Turati (1843-1917), Fernando Sparano e Matilde Vocca, Alessandro Passaré (1927-2006) o Giancarlo Iliprandi (1927-2006).

La questione cruciale delle migrazioni e delle diaspore, che hanno segnato e continuano a segnare la storia recente, viene affrontata nell’ultima sezione con contributi significativi di artisti contemporanei. In particolare è presente in mostra una composizione video inedita di Yervant Gianikian (1942) e Angela Ricci Lucchi, prodotta dal Mudec in occasione della mostra. Realizzata a partire da filmati d’archivio e personali, la video-installazione restituisce momenti della vita dei popoli rom e armeno durante il corso del Novecento, rendendo conto di disuguaglianze sociali che provocano negli artisti un’emozione nervosa. Chiude il percorso nelle Sale Focus Adrian Paci (1969) con una serie di dipinti inediti realizzati a partire dalle immagini utilizzate per lo special project Il vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo.

Una sezione speciale è allestita nelle vetrine ricurve dell’Agorà. In collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, il Mudec propone un approfondimento sul tema dei mezzi di trasporto nel mondo intesi come veicolo di cambiamento: dai caballitos de totora alla canoa oceanica, dalla Lambretta di Cesare Battaglini alla minibici pieghevole, dal transatlantico Rex al Concorde. Infine, grazie alla collaborazione con il Centro Euresis dell’Università Iulm e l’International Center for Research on Collaborative Translation Iulm, è possibile fruire di contenuti accessibili in italiano e in inglese: inquadrando con il proprio smartphone i codici Qr posti nelle sale, si può accedere a testi brevi ed essenziali, scritti con un
linguaggio semplice, che spiegano le differenti sezioni della mostra. I testi sono impaginati per favorire la leggibilità agli utenti con dislessia.

La mostra Travelogue è visitabile a ingresso gratuito dal 20 marzo al 21 settembre 2025 nei seguenti orari di apertura: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30-19.30; giovedì 9.30-22.30. Aperture straordinarie domenica 20 e lunedì 21 aprile (9.30-19.30), venerdì 25 aprile (9.30-19.30), giovedì primo maggio (9.30-22.30), lunedì 2 giugno (9.30-19.30) e venerdì 15 agosto (9.30-19.30). Per info 02 54917.

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