Alberto Martini: la danza macabra, mostra

Alberto Martini nasce a Oderzo nel 1976, ma si forma a Treviso dove il padre, unico suo maestro, insegna disegno presso l’Istituto Tecnico cittadino. Tra il 1890 e il 1895 inizia a dipingere e a disegnare, dopo aver studiato a lungo la tradizione grafica tedesca, in particolare Dürer e Cranach. Dal 1897, grazie all’incontro con Vittorio Pica, suo grande sostenitore e mecenate, espone a quasi tutte le edizioni della Biennale. La sua copiosa produzione di illustratore e incisore comincia negli anni intorno al 1895 con L'albo della morte e con i disegni della serie dedicata alla Secchia rapita i quali, esposti alla IV Biennale di Venezia del 1901, vengono subito acquistati dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Nello stesso 1901 esegue il primo ciclo di 19 disegni a penna acquarellati per l’edizione illustrata della Divina Commedia, lavoro commissionato a Martini da Vittorio Alinari.

Nel 1905 inizia a eseguire le tavole illustrative per i racconti di Edgar Allan Poe, a cui lavorerà sino al 1909 e oltre, inaugurando un periodo di grande intensità creativa nell’ambito della grafica a spunto letterario. Appartengono a questo periodo anche le interpretazioni grafiche dell'Inferno dantesco, delle opere di Shakespeare e delle poesie dei maudits francesi (Verlaine, Rimbaud e Mallarmé) che contribuiscono a renderlo famoso all'estero come uno dei maggiori rappresentanti del tardo simbolismo italiano.

Alla pittura, che pure aveva affrontato sin dai primi anni della sua attività, l'artista si dedica con impegno costante soltanto successivamente. Tra il 1928 e il 1931 Martini soggiorna a Parigi, dove si incontra con i rappresentanti del movimento surrealista, dal quale tuttavia, nonostante gli elementi onirici e psicologici presenti nella sua poetica, mantiene sempre le distanze.

Al termine della Prima Guerra Mondiale nasce il suo interesse per il teatro: realizza 84 disegni a penna e acquarello colorato e sei tavole a tempera per i costumi del balletto Il cuore di cera; in tale occasione si occupa anche della coreografia e del canovaccio letterario. Risale invece al 1923 l’idea di Martini del Tetiteatro: un teatro sull’acqua dedicato, come suggerisce il nome, alla dea del mare Teti. Nel 1940, a causa della precaria situazione finanziaria, Martini rientra a Milano, dove muore nel 1954.

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