Dal 7 marzo al 4 maggio 2025 si svolge presso il Cinema Arlecchino di Milano (via San Pietro all’Orto 9) la rassegna cinematografica Art Déco: i film, in concomitanza con la mostra Art Déco: il trionfo della modernità a Palazzo Reale che celebra il centenario de l'Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi, l'evento che segnò l’affermazione dello Stile 1925 o Art Déco.
La rassegna, undici film più quattro cortometraggi, propone titoli realizzati in quegli anni o che raccontano quel periodo storico o i suoi protagonisti. Si parte con Shanghai Express di Josef von Sternberg (1932) e si continua con The Lodger, film muto di Alfred Hitchcock (1927) con accompagnamento musicale dal vivo di Gino Lucente. Gli appuntamenti successivi sono con L’amatore, documentario di Maria Mauti (2016) sull’architetto Piero Portaluppi che ha trasformato Milano nei primi decenni del Novecento; Mata Hari di George Fitzmaurice (1931) con Greta Garbo; e A me la libertà di René Clair (1931). Il programma prosegue con L’inhumaine, film muto di Marecel L’Herbier (1924) celeberrimo per le sue scenografie all’avanguardia, Grandi magazzini di Mario Camerini (1939), ambientato nella neonata Rinascente di Milano, Capriccio spagnolo di Josef von Sternberg (1939) e Cappello a cilindro di Mark Sandrich (1935), musical con Fred Astaire e Ginger Rogers al loro meglio. La rassegna si chiuderà con Berlino: sinfonia di una grande città di Walter Ruttman (1927), film muto con accompagnamento musicale di Antonio Zambrini, e Rotaie di Mario Camerini (1929), il film con cui si inaugura il cosiddetto cinema Art Déco.
Di seguito la programmazione completa e dettagliata della rassegna Art Déco: i film (biglietti: intero 8,50 euro; ridotto 7,50 euro per under 25 e over 65 e 6,50 euro per possessori di Cinetessera; matinée 5 euro; ulteriori informazioni via email).
- Venerdì 7 marzo, ore 17.00 - Shanghai Express di Josef von Sternberg (Usa, 1932, 80', versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano; con Marlene Dietrich, Clive Brook, Anna May Wong). Quarta collaborazione tra Josef von Sternberg e la sua musa Marlene Dietrich, Shangai Express dispiega il tipico esotismo barocco dei film della coppia, condotto ai vertici della stravaganza. I costumi della diva combinano, su uno sfondo insieme futurista (il treno) e orientalista (la guerra civile cinese), elementi di artificialità (gli stravaganti gioielli metallici) e di naturale (le piume e le pellicce). In abbinato il corto Palace Music Hall (Gerges Carpentier, Francia, 1925, 10', muto): Josephine Baker colta negli anni del suo successo parigino e della diffusione dell’hot jazz.
- Venerdì 14 marzo, ore 21.00 - The Lodger di Alfred Hitchcock (Gran Bretagna, 1927, 90', muto; con Marie Ault, Arthur Chesney, June Tripp, Malcom Keen). Uno strano personaggio, Jonathan Drew, si presenta a casa dei signori Bunting alla ricerca di una stanza in affitto mentre tutta Londra è alla ricerca di un serial killer che ha la mania di uccidere le donne bionde, chiamato il vendicatore. Daisy Bunting, una bella ragazza figlia dei padroni di casa, è fidanzata con Joe Chandler, uno dei detective che è alla ricerca dell'assassino. Questi ben presto si ingelosisce del nuovo inquilino e comincia a sospettare che il killer sia proprio Drew. Accompagnamento musicale dal vivo a cura di Gino Lucente.
- Domenica 16 marzo, ore 19.00 - L’amatore di Maria Mauti (Italia, 2016, 90’; con Giulia Lazzarini). Documentario su Piero Portaluppi realizzato utilizzando anche materiale girato da lui stesso. Portaluppi fu protagonista del rinnovamento urbano di Milano nel corso degli anni Trenta ed è tra gli artefici del volto che la città assunse in quegli anni, grazie alla progettazione di edifici pubblici e privati, come il Planetario o Villa Necchi Campiglio.
- Martedì 18 marzo, ore 17.00 - Mata Hari di George Fitzmaurice (Usa, 1931, 89', versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano; con Greta Garbo, Ramon Novarro, Lionel Barrymore, Lewis Stone). Uno tra i più celebri film di Greta Garbo, qui nel ruolo eponimo che la fissò per sempre nel pantheon hollywoodiano. Molto del fascino che il film conserva risiede nei costumi disegnati da Adrian, ad un tempo indebitati con la voga dell'orientalismo, con le mise di Sarah Bernhardt e con i costumi del Ballet Russe.
- Lunedì 31 marzo, ore 17.00 - A me la libertà di René Clair (Francia, 1931, 104', versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano; con Henri Marchand, Raymond Cordy, Rolla France, Paul Ollivier). Il film è celebre per avere palesemente influenzato la sequenza della catena di montaggio di Tempi moderni. Tuttavia parte del suo fascino, e della sua efficacia, risiede nelle eleganti e stilizzate scene del leggendario Lazare Meerson. In abbinato il corto Ritmi di stazione (Corrado d'Errico, Italia, 1933, 8', didascalie in italiano): una sinfonia cinematografica in miniatura, imparentata con il cinema astratto e il documentario di montaggio teorizzati dalle avanguardie storiche.
- Sabato 5 aprile, ore 18.30 - L’inhumaine di Marcel L'Herbier (Francia, 1924, 123', muto; con Jaque Catelain, Léonid Walter de Malte, Philippe Hériat). Le modernistiche scenografie del film sono un laboratorio delle avanguardie cinematografiche del tempo, grazie ai contributi di Ferdinand Léger, Claude Autant-Lara e Alberto Cavalcanti, nonché alla fotografia di Man Ray.
- Venerdì 11 aprile, ore 11.00 - Grandi magazzini di Mario Camerini (Italia, 1939, 85'; con Vittorio De Sica, Assia Noris, Enrico Glori, Luisella Beghi). Trionfo del tipico idillio cameriniano ambientato nel tempio dello stile anni Trenta: i grandi magazzini del titolo non sono altro che la milanese Rinascente appena dissimulate.
- Mercoledì 16 aprile, ore 17.00 - Capriccio spagnolo di Josef von Sternberg (Usa, 1935, 79', versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano; con Marlene Dietrich, Lionel Atwill, Edward Everett Horton). Siviglia, fine Ottocento: durante il Carnevale, Don Pasqual racconta al giovane Antonio Galvan la sua terribile esperienza amorosa con la seducente Concha Perez di cui il ragazzo si è invaghito. Concha è una donna capace di far innamorare qualsiasi uomo incontri. Ultimo film di Sternberg con Marlene Dietrich, celebre per una design production che combina le architetture moresche rivisitate da Hans Dreier (lo scenografo del Lubitsch mitteleuropeo e del monumentale Cicil B. DeMille), con i barocchi costumi di Travis Banton. In abbinato il corto The Fashion Side of Hollywood (Josef von Sternberg, Usa, 1935, 10'): corto d’autore che celebra Travis Banton, il grande costumista della classicità hollywoodiana, con molte grandi dive che hanno beneficiato dei suoi modelli audaci e modernisti, come Marlene Dietrich, Claudette Colbert, Carole Lombard e Mae West.
- Domenica 20 aprile, ore 17.00 - Cappello a cilindro di Mark Sandrich (Usa, 1935, 101', versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano; con Fred Astaire, Ginger Rogers, Edward Everett Horton). Forse il migliore, tra i musical interpretati dalla coppia Fred Astaire e Ginger Rogers, Cappello a cilindro è memorabile anche per le fantasiose ambientazioni dei suoi numeri di ballo. Il numero veneziano, in particolare, con l'onirico accostamento di neoclassico e oriente di cartapesta, resta tra gli esempi da antologia del fasto modernista dello studio system. In abbinato il corto Stramilano (Corrado d'Errico, Italia, 1929, 14', muto): una giornata milanese (dallo spuntare dell’alba all’accensione dei cartelloni pubblicitari), allo scadere degli anni Venti.
- Domenica 27 aprile, ore 19.00 - Berlino: sinfonia di una grande città di Walter Ruttman (Germania, 1927, 65', muto; con Paul von Hindenburg). Una giornata tipo nella Berlino della Repubblica di Weimar, dall'arrivo del treno alla Anhalter Bahnhof alle strade intorno alla Postdamerplatz dove i berlinesi iniziano la loro giornata: chi apre il suo negozio o trasporta le sue merci al mercato, chi affigge manifesti, i mezzi pubblici che iniziano a circolare, colonne di operai e di soldati, l'interno delle fabbriche con i loro macchinari. L'epitome della scuola sinfonica del documentarismo, che racconta come in una suite una giornata di ritmi metropolitan berlinesi. Accompagnamento musicale dal vivo a cura di Antonio Zambrini.
- Domenica 4 maggio, ore 11.00 - Rotaie di Mario Camerini (Italia, 1929, 88', muto; con Käthe von Nagy, Maurizio D'Ancora, Daniele Crespi). Film cerniera, almeno in Italia, tra il periodo muto e l'avvento del sonoro, Rotaie inaugura anche, soprattutto nelle scenografie dell'episodio centrale, la stagione di quello che Giampiero Brunetta, autorevole storico del cinema italiano ha definito il cinema Art Déco. In abbinato il corto A propos de Nice (Jean Vigo, Francia, 1930, 23'): uno dei tre titoli che hanno creato il mito di Jean Vigo, una beffarda meditazione sulla cittadina rivierasca, colta nei suoi aspetti di vetrina del lusso anni Trenta ma anche nelle sue contraddizioni e povertà quotidiane.