Il concorso lungometraggi Finestre sul Mondo propone un’accurata selezione di 10 film selezionati tra le ultime produzioni di fiction e documentari provenienti dai 3 continenti (tutti i film sono anteprime nazionali). Dalla Berlinale 2025 vengono presentati tre titoli: Yunan del regista Ameer Fakher Eldin, sulla crisi esistenziale di uno scrittore arabo in esilio su una remota isola della Germania e l’incontro con un'anziana donna; The Settlement, esordio alla regia dell’egiziano Mohamed Rashad, un intenso dramma che racconta la dura realtà di due fratelli, entrambi impiegati nella stessa fabbrica fatiscente dove, in circostanze sospette, il padre ha tragicamente perso la vita; Khartoum, opera collettiva di quattro registi sudanesi Anas Saeed, Rawia Alhag, Ibrahim Snoopy, Timeea M Ahmed e del regista e sceneggiatore britannico Phil Cox, che hanno filmato la vita quotidiana e i sogni di cinque abitanti di Khartoum, prima dello scoppio della guerra e dopo l’esilio forzato, dando forma ai loro ricordi e alle loro esperienze attraverso animazioni, ricostruzioni con green screen e sequenze oniriche.
Quattro film in anteprima da Cannes 2024: il vincitore della Semaine de la critique Simón de la montaña del regista argentino Federico Luis Tachella, coming of age anomalo di un giovane poco più che ventenne alla ricerca di un proprio equilibrio all’interno di un gruppo di adolescenti disabili; e poi Locust di Keff, da Taiwan, sulla doppia vita di un giovane muto di Taipei che lavora di giorno nel ristorante di famiglia e di notte si unisce alle scorribande di una gang locale; Santosh, della indiana-britannica Sandhya Suri, che racconta di una donna che eredita il lavoro del marito come agente di polizia nell'India rurale e si trova coinvolta nell’indagine per l’omicidio di una ragazza; Ma: Cry of Silence, terzo film del rinomato regista birmano The Maw Naing, ispirato alle proteste delle lavoratrici nelle fabbriche birmane, soffocate dalla brutale repressione della giunta militare.
In programma anche Listen to the Voices del regista della diaspora delle Indie Occidentali, Maxime Jean-Baptiste, dal Festival di Locarno 2024: un film intimo tra fiction, documentario e racconto di formazione che segue il percorso di Melrick, un ragazzino francese che ogni estate torna dalla nonna in Guyana per riconnettersi con le proprie origini e con le profonde tradizioni musicali legate al carnevale, mentre sulla sua famiglia incombe il peso di un passato tragico.
Dal continente latinoamericano, altri due titoli arricchiscono la selezione di quest’anno: In the Summers della regista colombiano-americana Alessandra Lacorazza, un viaggio molto personale tra i ricordi d’infanzia e il difficile rapporto con un padre instabile; e dal Cile, Oro amargo, di Juan Francisco Olea, che flirta con il western e vede come protagonista l’adolescente Carola che si ritrova a gestire da sola la squadra di operai del padre in una miniera artigianale nel cuore del deserto dell’Atacama.
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