Festival del Cinema Africano d'Asia e America Latina 2025

La sezione Cortometraggi Africani ospita cortometraggi di finzione e documentari realizzati da registi provenienti da tutta l’Africa e dalla diaspora, con l’obiettivo di valorizzare le nuove voci del cinema africano e mettere in luce le tendenze emergenti e le sperimentazioni artistiche. Tra i 9 cortometraggi selezionati (tutti in prima italiana): il sudafricano The Last Ranger di Cindy Lee, nella top five delle nomination agli Oscar 2025, in cui la bellezza dei parchi nazionali si scontra con la violenza dei bracconieri; due film dal Festival di Clermont Ferrand 2025, Généalogie de la violence del regista e artista visivo Mohamed Bourouissa, che esplora l’umiliazione e la spossessione del corpo attraverso tecniche innovative come la scansione 3D e l’intelligenza artificiale, e l’animazione egiziana My Brother, My Brother di Saad e Abdelrahman Dnewar, che narra i ricordi condivisi dei due registi gemelli fino alla tragica separazione; dal Senegal, Alicia Mendy con The Dawn  spinge il linguaggio verso forme più sperimentali immaginando un mondo distopico in cui un parassita conduce alla follia, mentre Yoro Mbaye con Lees Waxul racconta, con uno stile realistico più tradizionale,  un episodio di conflitto di genere tra due membri della stessa famiglia che si contendono la vendita del pane nel villaggio. Dalla diaspora caraibica, Sirènes di Sarah Malléon, favola moderna sull’immigrazione tra realtà e magia, e dall’isola di Mauritius Pie dan lo di Kim Yip Tong, un documentario animato che racconta con toni poetici il disastro ecologico che ha colpito l’isola e il ruolo fondamentale della solidarietà della popolazione nel contenerne gli effetti. Nell'animazione egiziana Homesick di Yasmin Moll viaggia nel passato per raccontare l’esodo nubiano dopo la costruzione della diga di Assuan, mentre il capoverdiano Nuno Boaventura Miranda in The Last Harvest racconta i portali attraverso cui la sua comunità a Lisbona si riconnette con le proprie radici.

Il concorso Extr'a è dedicato ai film di registi italiani (o stranieri residenti in Italia) con l’intento di raccontare un’Italia che si fa interprete della diversità culturale. La selezione include opere girate nei tre continenti o film che esplorano le tematiche dell’Italia multiculturale, offrendo uno sguardo inedito e autentico sulle trasformazioni della società contemporanea. Tra i 9 film in concorso (tutti in prima milanese): due film dalle Giornate degli autori di Venezia, A Man Fell, l’ultima opera di Giovanni C. Lorusso in cui un uomo che cade, un palestinese ignoto, diventa il simbolo della tragedia di un popolo; e Vakhim di Francesca Pirani, cronaca di un’adozione, seguita nell’arco di 12 anni, di un bambino proveniente da un villaggio cambogiano; dall’Idfa di Amsterdam arrivano Personale di Carmen Trocker, un’immersione nelle dinamiche, relazioni e gerarchie che scandiscono la vita del personale dietro le quinte di un lussuoso hotel spa italiano, e L’era d’oro, di Camilla Iannetti, che racconta il difficile percorso di una ragazza italiana nel tentativo di costruire una famiglia con un giovane gambiano; Voyage à Gaza di Piero Usberti, in cui il regista ha incontrato, prima della guerra, alcuni giovani palestinesi per comprendere Gaza, una città che oggi non esiste più.

Tra i cortometraggi selezionati, la rabbia di due ragazzi italiani di seconda generazione in Fellini di Hleb Papou, determinati a vendicarsi dopo essere stati brutalmente respinti all’ingresso di una discoteca, e la tenerezza di Kaliz di Irene Z'graggen, un racconto delicato sulla leggerezza dell’infanzia negata a una bambina, costretta a crescere troppo in fretta. In Apnea, documentario dallo stile minimalista di Claudia Cataldi, Elena Poggioni e Stefano Poggioni, rivivono le intense testimonianze di 14 migranti sopravvissuti alla violenza e al mare. In prima mondiale, Simone Manetti nel cortometraggio Goodbye Baghdad ripercorre la tragica spedizione di Nicola Calipari che vent’anni perse la vita durante la missione di liberazione della giornalista Giuliana Sgrena.

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