Il percorso espositivo della mostra Dal muralismo alla street art: Mudec Invasion inizia con l’opera di Zoer, artista francese che nella sua arte parla di rovine e antropocene. Noto per aver trasformato 144 auto abbandonate nella più antica discarica della Francia in una monumentale palette di colori (progetto chiamato Solara), al Mudec porta un’operabasata sull’idea del viaggio nel tempo: l’opera site specific Corrections esthétiques, fa immergere il visitatore in uno scenario apocalittico che rappresenta un futuro dispotico, dove disastri climatici obbligano l’essere umano a riadattarsi e rimodellare gli spazi. Il dramma annega, letteralmente, nell’energia magnetica del colore che pervade l’opera. Si incontrano quindi due opere di Luca Barcellona, artista, calligrafo, graphic designer, già parte della scena hip hop e writing anni ’90, ora tra i più rinomati calligrafi a livello mondiale: attraverso pennelli di svariate fogge e inchiostri (in luogo della pittura) sviluppa il tema Alfabeti portando al Mudec due opere inedite e in dialogo: The stroke and the city, che rappresenta una città immaginaria, e Indelible, personale mappa dei suoi luoghi di viaggio. L’arte di Barcellona è un’incursione nel mondo della calligrafia e delle sue infinite possibilità e quanto porta al Mudec spinge a mettere indiscussione la calligrafia come strumento principe della scrittura e degli alfabeti (oggi più che mai arischio di estinzione per via del diffondersi della scrittura digitale): grazie all’arte il gesto e le lettere trovano nuove vie espressive.
A seguire Capo.Bianco, artista italiana classe 1992. Dal tratto geometrico, minimale e meticolosamente isometrico, usa creare composizioni visive modulari dove vivono figure antropomorfe e oggetti stilizzati: le linee compongono scenari che, seppur statici, inducono a percepire un movimento perpetuo nella scena. Le sue prime testimonianze di grandi murales sono recenti ma di grande valore sociale, tanto da essere insignita dal Presidente della Repubblica nel 2024 del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana per meriti sociali. A lei è affidato il tema Viaggio nello spazio, che affronta con l’opera Trip 2075, ironico commento alle proposte di viaggio nello spazio e colonizzazione di nuovi pianeti che sono all’ordine del giorno sulla stampa. La Migrazione animale è, invece, quanto esplora Hitnes, artista italiano noto per le sue opere ispirate alla natura e al mondo animale: il suo lavoro ha toccato i cinque continenti fondendo arte escienze naturali e per il Mudec sviluppa una delicata opera centrata sulla migrazione animale e sulla fondamentale importanza dell acollaborazione tra generazioni per il funzionamento della specie.
Si continua con la figurazione di Mazatl, muralista e incisore messicano membro della Justseeds Artists' Cooperative e della Animal Power Crew. Il suo lavoro è inedito in Europa e porta al Mudec un Viaggio metafisico attraverso l’opera La eterna ofrenda che affronta il tema della morte e della successiva generazione e rigenerazione della terra, in un ciclo continuo all’insegna dell’unità. Pellegrinaggi e devozione è il tema affidato a Neethi con l’opera Yatra: tessuto nel tempo. Artista, illustratrice e designer indiana dallo stile vitalistico e prettamente grafico, compone scene e soggetti attraverso una palette di colori brillanti: le sue composizioni tracimano di oggetti ricchi di decorazioni e personaggi strabordanti di vita. Segue Cinta Vidal, artista spagnola rinomata per le sue opere che sfidano la prospettiva e le convenzioni architettoniche. Classe 1982, Vidal ha appreso le tecniche di pittura su larga scala e di muralismo lavorando nel mondo della scenografia e al Mudec porta una rappresentazione del Viaggio nella quotidianità dal titolo Ramble, che invita a girovagare e a cambiare la prospettiva abituale di osservazione del mondo per scorgere nuove possibilità, anche dietro l’angolo del proprio quartiere.
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