Dal 2 aprile al 3 agosto 2025 la Fondazione Luigi Rovati di Milano ospita la mostra Etruschi del Novecento, il grande progetto realizzato in collaborazione con il Mart di Rovereto che propone una selezione di opere iconiche che mettono in luce l'influenza esercitata dalla cultura etrusca sugli artisti italiani del Novecento.
In Etruschi del Novecento i reperti archeologici e i grandi capolavori dell’arte moderna e contemporanea sono esposti insieme a documenti, libri e riviste, come testimonianza dell'interesse degli artisti influenzati dall’estetica anticlassica dell’arte etrusca. Sviluppata su entrambi i piani espositivi del Museo d’Arte, la mostra si inserisce nel percorso permanente della Fondazione Luigi Rovati.
Al Piano Ipogeo il visitatore viene accolto da Leone Urlante (1957): una chimera del Novecento, una figura ibrida, una creatura fantastica che incarna il legame tra l’arte etrusca e le sperimentazioni di Mirko Basaldella. Nella sezione Ispirazioni gli askoi etruschi (vasi per liquidi oleosi) rivivono nei vasi degli anni Venti di Gio Ponti in porcellana e oro; la cista in ceramica, La passeggiata archeologica di Gio Ponti e Libero Andreotti - realizzata nella seconda metà degli anni Venti e in prestito dal Museo Poldi Pezzoli (Milano)- fa eco a una cista etrusca, contenitore per riporre gioielli e cosmetici in bronzo, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma).
Il tema delle figure distese, ovvero i Recumbenti moderni, è evocato dall’opera di Leoncillo Leonardi, una interpretazione potente e drammatica del celebre Sarcofago degli sposi di Villa Giulia, posto accanto al prezioso Coperchio di urna cineraria, in prestito dal Parco Archeologico di Cerveteri eTarquinia. La Sala Warhol del Piano Nobile diventa il centro di documentazione dove si ripercorre la Fortuna degli Etruschi attraverso rari volumi d’arte, riviste, opere grafiche e manifesti dedicati alla cultura etrusca pubblicati dalla fine dell’Ottocento agli anni Ottanta del Novecento.
© Portanome per Fondazione Rovati
Nello Spazio Bianco per la prima volta è esposta integralmente la serie Etruschi (1984) di Paolo Gioli e Copertine (1985) di Alighiero Boetti, opera inedita della collezione della Fondazione Luigi Rovati. Paolo Gioli ricrea l'identità dei volti etruschi raffigurati sulle urne cinerarie attraverso le sue polaroid, donando nuova vitalità a volti marmorei privi di colore, con tocchi cromatici e frammenti che sembrano pulsare vita. Alighiero Boetti, attraverso la serie Copertine, ridisegna accuratamente le copertine di importanti testate internazionali, creando una mappa degli eventi storici dell’anno, aprendo la sequenza con quella di Epoca, dedicata al Progetto Etruschi.
© Portanome per Fondazione Rovati
La mostra, oltre ad avvalersi di prestiti da musei, istituzioni e collezionisti, si apre a due importanti collaborazioni che la portano ad ampliare la sua presenza in città: a Villa Necchi Campiglio e al Museo del Novecento di Milano. Per questioni conservative, L’amante morta di Arturo Martini (1921-22) e il Popolo di Marino Marini (1929) - opere che rientrano appieno nella riflessione sull'influenza deglietruschi nel Novecento -non sono esposte nelle sedi della mostra ma sono parte del progetto, rimanendo collocate negli abituali spazi che le ospitano.
La mostra Etruschi del Novecento è aperta al pubblico nei seguenti orari: da mercoledì a domenica in orario 10.00-20.00 (aperture straordiarie domenica 20 e lunedì 21 aprile, venerdì 25 aprile e giovedì primo maggio, sempre in orario 10.00-18.00). Biglietti: intero 16 euro; ridotto 12 euro (8 euro per bambini e ragazzi da 11 a 18 anni); ingresso gratuito per bambini fino a 10 anni, disabili con accompagnatore e per tutti ogni prima domenica del mese. Ogni sabato alle ore 11.00 è prevista una visita guidata con biglietto a 20 euro (ingresso + visita). Per info 02 38273001.