Museo del Novecento, percorso rinnovato e nuove mostre in attesa dell'ampliamento

© Marco Bertoli

Milano, 04/04/2025.

In occasione della Milano Art Week 2025, il Museo del Novecento di Milano (piazza del Duomo 8) presenta il percorso espositivo della collezione permanente completamente rinnovato. La nuova narrazione, che segue un ordinamento cronologico intrecciato a uno tematico, con approfondimenti monografici, si svolge in spazi dove predomina la continuità di materiali, colori e toni. Un allestimento che asseconda l’architettura nelle sue partizioni originarie e restituisce l’idea di museo come soglia con un rapporto osmotico tra interno ed esterno dell’edificio, tra luce naturale e artificiale. Il progetto di rinnovamento generale degli spazi proseguirà in autunno con un intervento sull’ingresso e sulla rampa di accesso alle sale già rivolto verso l’imminente cantiere per la seconda torre dell’Arengario.

L’architettura monumentale della galleria dedicata al Futurismo, la prima a essere stata interessata dal riallestimento, accoglie il visitatore con la collezione di arte futurista più importante a livello internazionale. Arricchiscono l’esposizione i capolavori della donazione Giuseppina Antognini e Francesco Pasquinelli e della collezione Gianni Mattioli in comodato.


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Il percorso continua attraverso le Controverse modernità degli anni del fascismo, dove l’espressione artistica assume caratteri che possono apparire antitetici tra una perdita progressiva della fiducia nella modernità e un ritorno al classico, per aprirsi sulla sala monografica dedicata a Marino Marini. Qui il visitatore può ammirare le opere in un ambiente in cui esterno e interno si fondono: la statua della Pomona, rappresentativa della maternità arcaica precristiana, ha uno sfondo prospettico suggestivo, la statua della Madonnina del Duomo, simbolo alto della maternità cristiana. Le vetrate esaltano il legame tra le opere e lo spazio esterno, come tra Cavallo e cavaliere, sempre di Marino Marini, e il monumento equestre realizzato da Ercole Rosa in piazza Duomo creando così un'esperienza immersiva.

La Sala Fontana, caratterizzata dalla Struttura al Neon per la IX Triennale di Milano diventata un simbolo che caratterizza piazza Duomo, vede riunite nell’ammezzato Il fiocinatore (Pescatore) accanto alla Signorina seduta e al Busto femminile a completare il percorso artistico di Lucio Fontana. La valorizzazione della scultura continua in Segno e materia [Anni 50-50] dove Sfera n.5 di Arnaldo Pomodoro, posta al centro della galleria, riflette l’ambiente circostante mentre ritrova la sua visione frontale Colloquio maggiore di Pietro Consagra.


© Marco Bertoli

Rafforza l’idea del museo come soglia lo spazio dedicato a Enrico Baj che si affaccia su piazzetta Reale. L’opera I funerali dell’anarchico Pinelli, illuminata anche la sera come già accade con la Sala Fontana, si può scorgere dalla strada in un dialogo costante con la città. Anche l’allestimento della sezione Noveau Réalisme, sempre nella galleria Gesti e processi, riporta il visitatore a una dimensione partecipativa in un gioco tra interno, con il progetto di Christo e le fotografie di Ugo Mulas che documentano l’impacchettamento della statua equestre di Vittorio Emanuele II esposti, e l’esterno con la vista sui portici accanto al monumento. Chiude il percorso Lullaby, l’opera di Maurizio Cattelan realizzata con le macerie del Pac, il Padiglione di Arte Contemporanea distrutto dall’attentato del 1993. Una data simbolica che chiude il Secolo Breve e apre alla contemporaneità, con l’ampliamento dell’Arengario saranno ospitati i lavori di artisti internazionali, in un continuum del Novecento italiano ed europeo.

Nelle sale, un contrappunto fotografico accompagna le opere esposte e rivela al visitatore il modus operandi degli artisti, dall’esecuzione dei tagli di Fontana alle combustioni di Burri, sono i celebri scatti di Ugo Mulas che entrano in collezione e documentano il fermento creativo di quegli anni.

Ad anticipare il respiro internazionale del Museo del Novecento, la nuova mostra Rauschenberg e il Novecento, aperta al pubblico dal 5 aprile al 29 giugno 2025: una selezione di otto opere entra nel percorso museale in dialogo con la collezione permanente. Sono affinità tematiche o formali o, ancora, richiami diretti che collegano la ricerca dell’artista al futurismo, al dramma della guerra nella galleria Controverse modernità [anni 20-40] fino agli anni più recenti della galleria Gesti processi [anni 60-90]. Dal 5 aprile al 28 settembre 2025 nello spazio degli Archivi è anche visitabile la mostra Artshow (1986-2011): la guida per orientarsi nel mondo dell’arte, un progetto di approfondimento del panorama artistico e culturale milanese attraverso la voce dei suoi protagonisti: In esposizione le copertine e le pubblicazioni collaterali di Artshow, la storica guida alle mostre e agli eventi d’arte contemporanea, creata e diretta da Giulio Ciavoliello, nata a Milano nella seconda metà degli anni Ottanta.


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«Il nuovo allestimento della collezione permanente del Museo del Novecento restituisce alla città un percorso espositivo ripensato per valorizzare il dialogo tra le opere e con il pubblico», afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: «in questa cornice si inseriscono due mostre che testimoniano la ricchezza della storia artistica del Novecento e la sua eredità contemporanea: da un lato, Rauschenberg e il Novecento esplora il legame tra l’artista americano e il panorama artistico italiano, mettendo in luce le connessioni con i movimenti d’avanguardia; dall’altro, l’esposizione dedicata ad Artshow rende omaggio a una guida che, per oltre due decenni, è stata un punto di riferimento per il pubblico e gli operatori del settore. Due progetti che, insieme, raccontano il ruolo di Milano come crocevia dell’arte e della sperimentazione, oggi più che mai fulcro di una scena culturale internazionale. Un ruolo confermato anche dal Premio Acacia: l'artista vincitrice Adelita Husni Bey con la sua opera Briganti arricchisce la collezione del Museo, ribadendo l’attenzione della città verso la ricerca contemporanea».

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