Ad anticipare il respiro internazionale del Museo del Novecento, la nuova mostra Rauschenberg e il Novecento, aperta al pubblico dal 5 aprile al 29 giugno 2025: una selezione di otto opere entra nel percorso museale in dialogo con la collezione permanente. Sono affinità tematiche o formali o, ancora, richiami diretti che collegano la ricerca dell’artista al futurismo, al dramma della guerra nella galleria Controverse modernità [anni 20-40] fino agli anni più recenti della galleria Gesti processi [anni 60-90]. Dal 5 aprile al 28 settembre 2025 nello spazio degli Archivi è anche visitabile la mostra Artshow (1986-2011): la guida per orientarsi nel mondo dell’arte, un progetto di approfondimento del panorama artistico e culturale milanese attraverso la voce dei suoi protagonisti: In esposizione le copertine e le pubblicazioni collaterali di Artshow, la storica guida alle mostre e agli eventi d’arte contemporanea, creata e diretta da Giulio Ciavoliello, nata a Milano nella seconda metà degli anni Ottanta.
© Marco Bertoli
«Il nuovo allestimento della collezione permanente del Museo del Novecento restituisce alla città un percorso espositivo ripensato per valorizzare il dialogo tra le opere e con il pubblico», afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: «in questa cornice si inseriscono due mostre che testimoniano la ricchezza della storia artistica del Novecento e la sua eredità contemporanea: da un lato, Rauschenberg e il Novecento esplora il legame tra l’artista americano e il panorama artistico italiano, mettendo in luce le connessioni con i movimenti d’avanguardia; dall’altro, l’esposizione dedicata ad Artshow rende omaggio a una guida che, per oltre due decenni, è stata un punto di riferimento per il pubblico e gli operatori del settore. Due progetti che, insieme, raccontano il ruolo di Milano come crocevia dell’arte e della sperimentazione, oggi più che mai fulcro di una scena culturale internazionale. Un ruolo confermato anche dal Premio Acacia: l'artista vincitrice Adelita Husni Bey con la sua opera Briganti arricchisce la collezione del Museo, ribadendo l’attenzione della città verso la ricerca contemporanea».