Nuclear Voyage, la mostra di Armin Linke da Recontemporary

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DA Mercoledì16Aprile2025
A Sabato31Maggio2025

Con Nuclear Voyage, Armin Linke propone un’esplorazione visiva dal carattere fortemente distopico alla galleria d'arte Recontemporary dal 16 aprile al 31 maggio, che si muove sul confine tra documentazione e immaginazione. Il progetto si concentra su un universo in cui la fiducia nel progresso tecnologico è andata in frantumi. Attraverso una mappatura di centrali nucleari dismesse, depositi di scorie radioattive e spazi industriali in rovina, l’artista apre una riflessione sull’eredità dell’energia nucleare e sulle responsabilità, spesso rimosse, che essa comporta.

La scelta della tecnologia 3D per la realizzazione e fruizione dell’opera accentua il contrasto tra la fase iniziale di entusiasmo per questa fonte di energia e il senso di disincanto che ne ha seguito l’evoluzione. Due momenti emblematici segnano l’origine del progetto: il disastro di Chernobyl del 1986 e il referendum italiano del 1987, che sancì la chiusura degli impianti nucleari nel nostro Paese.

Nuclear Voyage intreccia linguaggi e tecniche differenti, dando vita a una narrazione visiva in cui realtà e performance si confondono. Le immagini non sono mai solo rappresentazione, ma diventano strumenti per interrogare le modalità di produzione, esposizione e fruizione dell’arte contemporanea. Per questo motivo, l’installazione è pensata per una visione individuale, o al massimo condivisa da due persone per volta, attraverso l’uso di occhiali 3D, forzando la dimensione collettiva e riconsiderando la logica spaziale del contesto espositivo.

Il percorso espositivo si collega strettamente al tema dell’opera, evocando un’epoca – quella tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’90 – dominata dalla fiducia nel progresso scientifico, dalla fascinazione per la corsa allo spazio e dalle promesse mancate della tecnologia. Il risultato è un paesaggio visivo e concettuale attraversato da un senso di vuoto, nostalgia e delusione collettiva.

L’impiego stesso del 3D – una tecnologia che ha conosciuto un rapido declino – si inserisce in questa riflessione sul destino effimero dell’innovazione, che spesso fallisce nel mantenere le aspettative che genera. Per Linke, la fotografia e il video non sono mezzi conclusivi, ma punti di partenza per indagare le tensioni tra immagine, memoria, etica e trasformazione sociale.

L’artista

Armin Linke (nato a Milano nel 1966) è fotografo e regista. Il suo lavoro si articola in un archivio in continua evoluzione che documenta le trasformazioni ambientali e antropiche, spesso mettendo in discussione la distinzione tra reale e artificiale. Attraverso installazioni, film e fotografie, esplora la circolazione delle immagini, le modalità di fruizione e il rapporto tra l’opera e il contesto in cui viene presentata.

Ha collaborato come Research Affiliate al MIT Visual Arts Program (Cambridge, MA) e ha insegnato all’Università IUAV di Venezia e alla Staatliche Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe. Il suo film Alpi, dedicato alla percezione contemporanea del paesaggio alpino, è stato premiato alla IX Biennale di Architettura di Venezia.

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